Il viaggio è lungo

Se viaggi da molto tempo, impari che ci sono davvero poche cose di cui hai bisogno. Ben presto la tua valigia si riduce a pochi ed essenziali compagni di viaggio: prima di tutto una mappa, per capire sempre dove ti trovi e per studiare la direzione che stai per prendere, il tuo biglietto, per ricordarti, qualora ti dimenticassi, quale meta stai cercando di raggiungere e un piccolo quaderno su cui annotare i pensieri ma soprattutto i nomi e gli indirizzi di chi incontri più o meno casualmente, anche solo per un quarto d’ora, anche solo per un’informazione. Ero sul treno per tornare a casa quando la incontrai. Una giovane donna sperduta, impaurita e confusa. Capita quando ti trovi in Italia, senza conoscere la lingua, senza che nessuno comprenda le tue domande semplici: che treno devo prendere per raggiungere Biella? una domanda facile, no? Si chiama Rwel e viene dall’Africa, ma in mezzo ai treni in una sabato all’ora di punta nella stazione centrale di Milano, sembra trovarsi come in una giungla. Me ne innamorai in un istante. Quell’amore che si può avere solo per chi si ammira, per chi si guarda con orgoglio, per chi si conosce da una vita ma che si vede per la prima volta. Trova nel mio sguardo, uno sguardo amico, riesco a parlare la sua lingua, possiedo un’informazione che l’avrebbe aiutata a proseguire il suo viaggio, quello sul treno almeno. So che treno deve prendere per andare a Biella. Parliamo ininterrottamente per 1 ora, poi se ne va con la sua enorme valigia piena di esperienze e di vita. Mi dice: c’è solo una vita, bisogna impegnarsi per riempirla fino all’orlo. Mi racconta tutto e nulla di sè sparendo poi, lasciandomi sola su quel treno, con una verità da sviscerare che fa paura: siamo soli, dalla nascita alla morte, possiamo ingombrare la nostra vita di mille presenze ma nasciamo e moriamo soli ed è con questo che dobbiamo confrontarci, ecco perchè lei aveva deciso di viaggiare da sola, alla conquista del mondo. In un’ora mi ha insegnato molto, anche se parliamo lingue diverse, senza condividere la mia religione, senza capire la mia cultura. A Santhià il fischio del treno mi ha riportata alla realtà, ero nuovamente sola. Non si incontrano mai le persone per caso. Mai.

A volte non è importante cosa ci portiamo dietro, quando viaggi è meglio portare con sè una valigia vuota, per poterla riempire man mano. Il viaggio è lungo. Mettetevi comodi.

DA ASCOLTARE CON “WHERE’RE YOU GOIN’?” Low Low Low La La La Love Love Love

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