Macgyver dell’amore

Questo post si chiama: la Macgyver dell’amore.

No, davvero, il più delle volte mi sento così: chiusa in una stanza piena di fumo refrigerata a -30 gradi, una bomba segna che mancano solo 10 secondi all’esplosione ed io posso contare su una forcina trovata in una tasca, una moneta raccattata per terra e un filo tirato dai miei vecchi jeans. E non si capisce come, ce la faccio e mi metto in salvo.

Ed eccomi in una situazione intricata, irrisolvibile, misteriosa, che mi tiene imbrigliata da mesi e a cui non trovo risposta, sento il ticchettio di una bomba invisibile, che è il mio cuore eppure, con un po’ di coraggio trovato in una tasca, un po’ di amor proprio raccattato per terra e un filo di razionalità recuperato dalla mia testa, eccomi mettermi in salvo, proprio all’ultimo secondo, proprio quando pensavo di non farcela.

Cammino silenziosa, come fossi un’ombra guardando quel gran casino che è il mio passato, fiduciosa che posso farcela in qualunque situazione, in qualunque momento, sono la Macgyver dell’amore, della vita. E vado avanti. Come una strofa musicale, che riparte sempre dall’1.

Da ascoltare con “Let forever be” dei Chemical Brothers

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