Una copia di una copia di una copia

Una volta il mio docente di “diritto d’autore” mi ha detto che a livello legale non esiste la certezza di tutelare la propria creatività. Qualunque storia tu scriva, basta prenderla, cambiarle qualche virgola, aggiungere qualche parentesi, modificare magari il nome del protagonista e zac: ecco una storia che sembra autentica e invece non lo è.

E questo vale anche per la vita. C’è chi si spaccia per autentico e non lo è. Una copia di una copia di una copia.

Così capita che una persona inizialmente timida diventi ad un tratto estroversa replicando i tuoi stessi atteggiamenti in maniera imbarazzante, che attenda con ansia la tua partenza per fiondarsi su ciò che in qualche modo apparteneva a te, se mai si può dire che persone e cose ci appartengono ovviamente, e che inizi a comunicare col mondo proprio come fai tu. E’ come vedere la tua immagine allo specchio, una brutta immagine. Una brutta copia.

Però il mio docente sosteneva una cosa importante: esiste un solo modo per proteggere la tua autenticità ed è quello di essere sempre te stesso: possono rubarti le idee, possono replicarle ma non possono rubare la tua testa, tu continuerai a creare storie, ad essere quella che sei con autenticità vera e loro saranno sempre mezzo passo indietro a nascondersi dietro la tua ombra.

L’invidia è davvero la più sincera forma di ammirazione?

Da ascoltare con “Surrender” di Olof Arnalds feat. Björk

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