30 anni in 999 caratteri

Tazzina da caffè sbeccata
l’odore della parmigiana riscaldata
l’intonaco grattato della prima casa
acciaio freddo, neon negli occhi
slacciare il grembiule mentre mia madre lava i piatti
un pelo nero di Apollo tra le lenzuola
la commozione di mio padre il giorno della mia laurea
i capelli ricci di mia madre
varcare il confine e trovare ancora la neve
un cono gelato solo con zuppa inglese
il primo tutù giallo pulcino
un biglietto della metropolitana parigino
l’inchiostro sulle dita della stilografica
la monachina della domenica
al parco a raccogliere i pinoli
dormire sulla pancia della nonna
costumi cuciti a mano la sera prima
guardare il pubblico negli occhi prima di iniziare
foglie gialle d’autunno come piatti per mangiare
le favole con le parole da continuare
lacrime di un nonno prima di partire
lasciare la Mole, passare dal Colosseo e arrivare in Viale Zara
il mio nome nei titoli di coda
un begel liscio prima di cena
la prima ceretta, il primo rossetto, i primi tacchi e il primo bacio
contratto d’affitto, primo stipendio
pantaloni rotti dopo un tamponamento
mare d’estate nel salento
un letto a doghe montato in una notte
tornare a casa e trovare la chiave allontanata dalla toppa

Da ascoltare con Vampire Weekend – Horchata

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