La notte e la città

Qualche giorno fa mi è accaduta una cosa strana.

Chi soffre di insonnia probabilmente capirà esattamente la mia sensazione.
Soffro di insonnia da sempre ma in maniera sporadica, non tutte le sere ma random, quando capita, due-tre sere a settimana in media. E non è che puoi prevenirlo perchè la sensazione di non riuscire a dormire non si può proprio avvertire, te la trovi lì in mezzo alle lenzuola come se ti aspettasse, a letto col nemico, è proprio il caso di dirlo. Puoi bere tisane, puoi guardare la Tv, leggere un libro, scrivere un nuovo post, puoi fare quello che vuoi ma l’insonnia non ti molla. Ed è snervante, demoralizzante e stancante da morire.

Così qualche sera fa, davanti all’ennesima nottata lunga, ho deciso di combatterla con una nuova arma: uscire a fare due passi. Quando sei in preda all’insonnia, può succedere e ci sono casi celebri, di non riuscire a dividere la linea che separa la realtà dal sogno o addirittura dall’irreale. Il tuo corpo è sveglio ma il cervello dorme. E tutto rischia di diventare una copia di una copia di una copia.

Ma questo l’ho vissuto per davvero, almeno credo: sono le 4.56 del mattino e decido di scendere dal letto, infilarmi la tuta sopra il pigiama, mettere le scarpe da ginnastica e uscire di casa. Milano è deserta. Deserta per davvero. Piove con una pioggia leggera leggera che quasi mi accarezza. I semafori pulsano arancioni, mentre cammino sento addirittura il rumore del vento tra gli alberi e qualche timido uccellino canticchiare e decido di allungare il mio giro. Passo gli incroci che al mattino vedo intasati da pile di macchine incarognite, ora sono completamente vuoti e li posso attraversare senza dovermi preoccupare di essere investita da un pirata della strada. Anche il profilo delle case è quasi armonico, il cemento assorbito dal silenzio sembra meno freddo e alienante e sembra quasi che in quelle case, famiglie tranquille dormino serene. Contemplo il silenzio e la città come mai mi era successo prima e sto fuori casa ben 2 ore. Quando rientro a casa, ho la forza di togliermi la tuta e di buttarmi sul letto prima che la sveglia, puntata alle 8.30 possa svegliarmi di nuovo.

Le ore di sonno più belle della mia vita.

A me piace l’insonnia. È una prova che sono vivo. (John Updike)

Da ascoltare con “Alba a quattro corsie” dei Subsonica

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2 thoughts on “La notte e la città

  1. dovresti avvicinarti alla canapa. dalle tue parole sembra che potresti avere carte in regola per un buon rapporto. ci vuole una mente aperta però, la paura gioca scherzi inutili nella vita.

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