L’errore alla regola

Nella maratona di 12 ore di lezione di danza/vita, mi arriva un’illuminazione.

Dopo svariate ore in cui provavamo a seguire le sue indicazioni senza ovviamente riuscirci, lei se ne esce con una frase del tipo:

Bene, facciamo il resto della lezione sul vostro errore. Trasformiamo l’errore che continuate a replicare nel movimento che vi ho dato, in un movimento nuovo. Un allievo non è in grado di capire come modificare il proprio errore perché non lo percepisce come tale. Il suo corpo reitera il movimento sbagliato perché lo sente in qualche modo giusto e non assimila la correzione.

Perciò la cosa migliore da fare è prendere quell’errore e farlo diventare una caratteristica peculiare di te, qualcosa che ti contraddistingue dagli altri. Tu così diventi l’eccezione alla regola. Che tu lo voglia o meno, non ti omologhi e invece di essere la “ballerina di fila” di un musical a 200 comparse, sei la solista famosa non per la sua sfavillante tecnica, ma per il suo “handicap”. Non scandalizzatevi per l’uso che faccio di questa parola. La uso in senso lato per descrivere soprattutto una mia attitudine particolare: l’abilità di reiterare lo stesso medesimo sbaglio, volta dopo volta, con una dedizione e una precisione invidiabili. Il fatto è che alla fine quest’attitudine ti rende inabilitata a vivere determinate situazioni nella vita.

Ed ecco che accorre lei, la donna dai capelli color carota ad aprirmi uno spiraglio e ad insinuarmi una strana idea in testa, come Inception.

Puoi convertire quell’errore in un’opportunità. Anzi, puoi cambiare paio di occhiali e indossare delle lenti speciali che ti facciano vedere quello che tu credevi fosse un madornale errore, in un immenso privilegio. E tu ti senti meno inadeguata finalmente.

Chi non ha apprezzato il suo maestro né la sua lezione, un giorno sarà forse colto, ma non sarà mai saggio. (proverbio cinese)

Da ascoltare con “l’errore” dei Subsonica

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2 thoughts on “L’errore alla regola

  1. Bellissimo. Trasformare i nostri limiti in punti di forza è davvero un traguardo. Guardare le nostre debolezze con dolcezza è il primo passo…

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