Vite da Oscar

Adoro la metropolitana, per una come me è una specie di foglio bianco da riempire di mille storie.
Un vagone diventa un concentrato di esistenze che si intrecciano per dar vita a racconti immaginari più intricati di Beautiful.

Mi piace guardarmi intorno e immaginare la vita dei personaggi che popolano la metro, mica le vite vere, no, quelle che gli cucio addosso io, immaginando questi personaggi mentre animano i miei film. E preferisco di gran lunga la metro rispetto al bus o al tram, sarà perchè scorre sotto terra, sarà perchè percorre in breve tempo grandi distanze, forse sarà perchè ogni vagone diventa un micro-cosmo a sè stante, ma la metro è la terra dove tutto può accadere, il far west tra i mezzi pubblici. Se sulla circolare, anche su quelle più colorite, arieggia una certa formalità, sulla metro ognuno è libero di essere chi vuole e di fare quello che vuole.

Di sera tardi poi. Tutto può succedere. Di sera vedi personaggi fantastici: musicisti con imbarazzanti carichi a seguito; giovani amanti accoccolati che si atteggiano come se nessuno li vedesse; manager in trasferta che si muovono da stranieri in una città che non è fatta per gli stranieri; gruppi di ragazzi che parlano lingue che non conosco, capaci di ricreare uno spicchio di paese europeo non meglio identificato; senza tetto zoppicanti con strani malformazioni che fanno lo slalom tra un vagone e l’altro.

Ognuno chiuso nella sua sfera di vita, tutti invisibili. Anime piatte. Mi viene in mente quel testo meraviglioso dei Subsonica che descrive i Torinesi: … un movimento, fatto di vite vissute piano sullo sfondo. Qui è un po’ l’inverso, in una città dove tutto è vissuto in superficie, anche il piattume invisibile notturno, in fondo, è ostentato. Sono davvero un po’ tutti protagonisti di un film in gara per l’oscar per la peggior comparsa.

Ieri rientrando a casa, quando la notte aveva appena iniziato il suo turno, ho guardato la città e un senso di nostalgia mi ha attorcigliato il cuore. Di questa terra lombarda sono stata regista e mai protagonista. E ora che sono alle ultime scene, mi viene il magone.

Motore…partito…E…Azione!

Il regista è indubbiamente un artista solitario, talvolta un genio melanconico e incompreso, ma è in primo luogo un caposquadra. Volker Schlöndorf.

Da leggere ascoltado Syd Barrett – Late Night

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