Sui piedi

La cosa che mi piace fare di più quando sono in metropolitana è guardare i piedi delle persone. Non come faceva Pina però.

Mi piace guardarli quando sulla scala mobile supero a sinistra la coda di persone che la percorre restando ferma. Io sono iper attiva quindi non riesco proprio a stare ferma, così parto a camminare veloce, con lo sguardo basso a guardare dove metto i piedi, ma in realtà il mio sguardo è sempre attratto dai piedi degli altri e mai dagli scalini.

Il ragazzo con le Allstar consumate, la ragazza con il decoltè a plateau, l’uomo con il mocassino di vernice, un paio di stivaletti con il pelo, questi sono unisex. Ci sono scarpe inconfondibilmente femminili, altre strettamente maschili, poi ci sono quelli che indossano scarpe che non hanno sesso. E se non alzi lo sguardo per guardali in faccia, non c’è modo di capire se si tratti di una donna o di un uomo.

Poi non è solo una questione di scarpa, ma soprattutto di appoggio e posizione dei piedi: chi sta con entrambi i piedi sullo stesso gradino, chi li separa, uno dei piedi sta sul gradino avanti. Chi tiene i piedi divaricati, chi bene stretti, chi leggermente aperti verso l’esterno, con le caviglie che si sfiorano, chi preferisce stazionare con le ginocchia che si guardano e le punte dei piedi che si toccano tra loro. E’ inevitabile immaginarli: l’uomo sicuro di sé; quello dalla mente aperta; quello che guarda sempre avanti, al futuro; poi c’è la madre di famiglia, stabile nella sua posizione; la ragazza riservata; la ballerina che non nasconde la sua postura; il ragazzo introverso.

Finita la scala, passi il tornello, giri la curva, sali i gradini e vedi al luce del giorno, e mentre ti incammini verso l’ufficio non puoi non pensare a quei piedi, alle persone a cui appartengono, ai loro volti che non conosci ma che puoi immaginare, alle loro vite, alle loro abitudini, e pensi se anche loro si sono soffermati per un secondo sulle tue scarpe. Poi abbassi lo sguardo per controllare cosa indossi ai piedi, e pensi solo che avresti dovuto dare una mano di lucido: penseranno che sono una cialtrona…

Il mio dottore dice che facendo le scale a piedi si guadagnano minuti di vita. Rampa dopo rampa ho guadagnato due settimane, durante le quali pioverà sempre. (Woody Allen).

Da leggere ascoltando We Move Lightly – Dustin O’Halloran

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2 thoughts on “Sui piedi

  1. quando andavo all’università in metropolitana (facevo S.Agostino-Piola sulla verde) incontravo sempre una ragazza con i pattini a rotelle. Pattini a scarponcino.
    La invidio ancora adesso quella ragazza con i pattini, che appena uscita dalla metro si allontanava leggiadra, come fluttuando…
    Di viso o corporatura non me la ricordo, ma aveva questi pattini meravigliosi che le davano l’andatura fluttuante

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