L’ombrello

Esistono uomini e donne abbandonati, bambini, animali e poi esistono loro, nessuno ci fa caso; a tutti è capitato almeno una volta di trovarsi dalla parte di chi li ha abbandonati, c’è chi addirittura la prende come un’abitudine, chi per questo motivo ne ha tratto un business, tutto ruota attorno a loro: gli ombrelli abbandonati.

Ne abbiamo già parlato, le cose non sono solo cose, ma hanno un’anima. Quell’ombrello che continuate a dimenticare, a perdere, a farvi rubare, subisce il suo triste destino a testa bassa, senza possibilità di rivalsa.

E’ questo ciò che ho pensato quando, scendendo in metropolitana, l’ho trovato buttato lì per terra: un ombrello chiudibile nero, con l’asta ancora allungata e la copertura tutta umida e disordinata. Se ne stava abbandonato in un angolo, chiuso in se stesso, cosciente del suo destino: finire nelle mani dei netturbini che lo butteranno insieme a tutta la spazzatura generica.

Lui, che ha avuto una funzione così specifica, lui che ha servito il suo padrone quando più ne aveva bisogno, lui che aspettava con pazienza il suo turno, nelle calde giornate estive. Lui che finiva pigiato infondo ai portaombrelli, che non si lamentava mai anche se non riusciva a respirare.
Proprio lui, è finito dimenticato o peggio, abbandonato in metropolitana, alla mercè di tutti, in attesa di finire tra i rifiuti.

Lui è uno dei tanti che in questi giorni rischiano di essere abbandonati o gettati via. Io non perdo mai gli ombrelli, e ne tengo uno in ogni luogo dove transito quotidianamente: in casa, in auto, in ufficio. A loro devo molto. Soprattutto in questi ultimi giorni. Loro mi hanno protetta e non mi hanno mai abbandonata. A loro prometto fedeltà eterna: all’ombrellino verde della sansonite che ha trascorso con me tutti gli anni dell’università per arrivare a Milano oggi, l’ombrello dell’Ikea a pois nero, che mi ricorda il passaggio di mio padre all’anzianità e l’ombrellino viola, che mia madre mi ha prestato, rinunciandoci, simbolo dell’amore materno.

Prometto di amarli e rispettarli finchè rottura non ci separi.

Abbandonare. Fare un piacere a qualcuno, liberandolo della vostra presenza. Ambrose Bierce

Da leggere ascoltando Moments Descend On My Windowpane – Rafael Anton Irisarri

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2 thoughts on “L’ombrello

  1. L’ombrello abbandonato sulla metro non verrà buttato, in zona v.le umbria c’è un pregiatissimo ufficio oggetti smarriti ATM dove dovrebbe venire portato in attesa probabilmente dell’oblio…

    … mi sfugge il collegamento tra l’ombrello ikea a pois nero e il passaggio di tuo padre all’anzianità, ma vabbè… il posto mi è piaciuto comunque molto! (e tuo padre non s’è offeso per essere stato “passato” di categoria?)

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