Madri

Le femminucce, quando nascono, dicono che assomigliano a loro.
Quando crescono, ci si attaccano in maniera quasi maniacale. Quando superano l’età adulta, li guardano come fossero gli uomini perfetti, li idealizzano, convinte che mai incontreranno qualcuno come loro.
Le femminucce stravedo per i padri. Ce lo siamo già dette. Quello che non abbiamo ancora detto è che dietro ad una grande, o come nel mio caso, piccola donna, c’è sempre una grande, e mai piccola, madre.

Questo è il loro turno. Diciamocelo, sono abituate ad aspettare, a subire, e molto spesso lo fanno in silenzio con la pazienza di chi sa attendere il momento giusto senza ansie. Della vita loro hanno capito molto, sono il manuale vivente della sopravvivenza. Qualunque sia il tuo problema, loro te lo risolvono come fossero l’oracolo della sfinge, ti danno la risposta giusta, a cui tu mai saresti arrivata.

Saranno gli anni trascorsi a crescere qualcosa a cui tieni più della tua vita, ma con quel qualcosa, che saremmo noi figli, attivano un cordone ombelicale permanente che ci unisce nonostante le distanze e le vite diverse che si vivono. E’ attraverso quel legame che continuano a guidarci, ad illuminaci e a proteggerci, a volte senza che noi possiamo davvero accorgercene. Sono invisibili, eppure ci sono. E quando te ne accorgi, in quel millesimo di secondo in cui la loro presenza si materializza all’interno della tua quotidianità, quasi ti stupisci, come fossero telepatiche, veggenti, stanno li a tirarti su e a riempire la tua solitudine, proprio quando più ne hai bisogno.

Così, tornata tardi dopo una giornata di crisi, chiudo la porta di casa, mi siedo a tavola senza aver neppure voglia di mangiare e guardo il cellulare, non so perchè. Ed eccolo lì, l’sms inatteso. Puntuale come solo qualcosa di inaspettato sa esserlo, l’sms della mamma che ti ricorda che qualunque cosa accada, tu devi stare serena.
Esattamente come il classico monito “mangia” o “sei andata dal medico?”, anche questo “cerca di stare serena”, non svela nulla di sconosciuto, non ti dà un’informazione di cui non eri a conoscenza, ti dice una cosa così tanto ovvia che te ne eri dimenticata e con la sua semplicità, solo una madre sa come e quando ricordartela, anche a 127 km di distanza.
Poi penso che la cosa più importante che mia madre mi ha trasmesso è l’opportunità di essere donna e di poter diventare anche io, un giorno, madre a mia volta.
E nel frattempo sto serena.

Soprattutto oggi, giorno di grandi rivelazioni, ma questo è un altro post…

Una madre è contenta di essere niente altro che una madre; ma dove troveresti un’altra persona che è soddisfatta con questo solo ruolo? (Elias Canetti)

Da leggere ascoltando Sara Lov – There Is a Light That Never Goes Out

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2 thoughts on “Madri

  1. io sono figlia, ma sono anche madre
    e questa frase
    “Qualunque sia il tuo problema, loro te lo risolvono come fossero l’oracolo della sfinge, ti danno la risposta giusta, a cui tu mai saresti arrivata.”
    è verissima, ed è incredibile come da figlia ti rendi conto che tua madre è il tuo appiglio e da madre ti venga facilissimo (per ora, che mia figlia ha 4 anni e mezzo) dire una parola, o fare un gesto che a tua figlia serva da appiglio, pure se non è con il parto che si diventa madre (almeno per me non è stato così) ma succede dopo, pian piano ma anche improvvisamente, e comunque si cresce come persone e si cresce anche come madri, continuamente
    Post meraviglioso. Grazie.

    • bhe, hai davvero sintetizzato bene i due punti di vista. Credo che la tua posizione (sia madre che figlia) sia il picco più alto a cui una donna possa arrivare. Spero di arrivarci anche io un giorno.
      Baci

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