Colori

Avete presente quei libri per bambini, in cui i disegni sono composti dal contorno delle figure, così poi i bambini possono riempirli di colore, per dargli un senso più o meno reale?

Bhe, questo è vero anche per le persone. E per la vita in generale.

La maggior parte delle volte incappiamo in situazioni che sono un contorno e tocca poi a noi colorarle, per dargli un senso reale. Ma cosa succede se i colori che scegliamo sono ben lontani dalla realtà? come reagire di fronte ad una tavolozza totalmente scostata dall’oggettività?
Colori con passione, calcando bene come farebbe un bambino, poi ad opera finita, ti allontani ed il risultato è un agghiacciante Frankenstein che non sembra reale. Perchè non si può colorare il sole di verde e il mare di giallo. Anche se a me ogni tanto piacerebbe.

No, una situazione, una persona, hanno colori ben definiti e cercare di colorarle con tonalità diverse è rischioso.

I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni. (Pablo Picasso)

Da leggere ascoltando Jonathan Stacey e Ludovico Einaudi – I Colori Caldi Della Terra

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6 thoughts on “Colori

  1. w le ripetizioni, w i soggetti plurali con verbo e complemento di termine al singolare, w un agghiacciante Frankenstein con l’apostrofo anche se è maschile, w Bhe che si scrive Beh!

    • Buongiorno Stephanie (o chiunque tu sia),
      prima di tutto, se non ci conosciamo, piacere di conoscerti. Se invece ci conosciamo già, ti dispiacerebbe ricordarmi chi tu sia?

      Vedo che commenti spesso i miei post; voglio ringraziarti perchè mi segui e mi leggi e questo, nel bene e nel male, fa piacere. Noto però, che spesso i tuoi commenti non sono sempre costruttivi perciò ti invito a non superare il limite che separa la critica dall’offesa.
      Ti saluto con affetto e ti auguro buona giornata.
      Grazie mille.
      UFO

  2. Esiste il pubblico, ed esiste il privato. Nel momento in cui ci si espone con un blog pubblico è d’obbligo accettare i commenti. Belli, brutti, buoni, cattivi, scortesi o gentili. Altrimenti si decide di moderare il blog e via, volemose bene tutti. Nel caso specifico il commento di Stephanie, o chiunque ella sia, non ha connotazioni offensive, semmai ironicamente caustiche. Scrisse un saggio, molto saggio!, “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Fare qualche strafalcione in un momento di particolare emozione non è un delitto. E tu non ragionar di loro, ma guarda e passa 🙂 Soprattutto accetta con un sorriso di non piacere a tutti, che in fondo è meglio così, altrimenti non avresti personalità!

    • Carissima Simonetta, l’unico motivo per cui continuo a scrivere è quello ben espresso da Martha Graham in Blood Memory:

      Ero in camerino, e stavo togliendomi il costume e levandomi il trucco, quando bussarono alla porta. Entrò una donna, era chiaro che aveva
      pianto molto. Mi disse “lei non saprà mai cosa ha fatto per me questa sera. Grazie”. Se ne andò senza aggiungere altro. Più tardi venni
      a sapere che poco tempo prima, il figlio di 9 anni di quella donna era stato travolto e ucciso da un camion, davanti ai suoi occhi. Non
      era riuscita a versare una sola lacrima, mai, sino a quando assistette a Lamentation. Quello che ho imparato quella notte è che c’è
      sempre almeno una persona del pubblico a cui giunge il nostro messaggio. Almeno una.

      Questo vuol dire che a volte, in cambio di quell’unica persona, ce ne sono altre 100 a cui non piaci.

      Lo accetto ma invito tutti i miei esigui lettori, ad un dialogo più sincero, molto più sincero.

  3. Non chiedi poco. A volte penso che la sincerità non sia di questo mondo. Non so di altri, ancora non li ho visitati tutti. Continua!

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