Su le mani

Avete presente quella canzone di Jovanotti che dice “il biglietto del concerto in cui hai capito che la vita è bella?”, bene, io quel biglietto ce l’ho, conservato da ieri sera nella mia agenda.

Sono andata al concerto dei Subsonica, dopo 4 anni anni di pseudo-assenza, perchè in realtà di cosette qua e là ne hanno fatte nel frattempo.

Il tour prende nome dall’ultimo disco, Eden. Ieri sera ero sotto al palco a ballare e cantare a squarciagola tutte le loro canzoni, dalle prime che ormai sono vecchiettine (15 anni fa le cantavo ascoltandole nel walkman, ve lo ricordate?) alle ultime (alcune le conosce pure mia mamma).

E capisci che la vita è bella. Capisci che 5 persone che vengono dalla tua stessa città, sono riuscite, nel tempo, a raccontare una generazione difficile, la mia. Lo hanno fatto molto più fedelmente di tanti psicologi, antropologi e via dicendo. Descrivendo un’adolescenza cresciuta tra l’asfalto, ragazzini venuti su a suon di Liberi tutti, che non ci stanno e non si arrendono. Uomini e donne cresciuti sotto ad un cielo che vigila sulle vite vissute piano sullo sfondo (Torino) ed io mi ci ritrovo costantemente in questa frase, anche se quel cielo nel tempo, è tristemente diventato Milanese.

Loro ben rappresentano Torino, una città che non si è espone ma che produce nel sottosuolo, instancabile con i ritmi di una fabbrica, prodotti di alto artigianato. Torino VS. Milano, si lo ammetto. E non sfuggo da questo eterno confronto che finisce sempre 1000 a 0.

Mentre ieri sera cantavamo, i Subsonica ed io, ho ripercorso gli ultimi 10 anni della mia vita e ho rivisto le persone che ho incontrato. Aurora sogna, colpo di pistola, l’ultima risposta, depre, cielo su Torino, la funzione, tutti i miei sbagli, Discolabirinto, etc… diari musicali della mia, loro, nostra, vostra esistenza. Ieri sera cantavo e cancellavo le avversità che si incontrano, semplicemnete alzando le mani e saltando. Urlando via tutta la rabbia per quello che la nostra vocanzione ci spinge a fare ma che si scontra ogni giorno con la vita pratica. Felice. Felice e basta. Per 2 ore finalmente a casa.

Non hanno fatto Strade, una delle mie preferite. E allora il post di oggi lo chiudo citandondola.

Forse sta a pochi metri da me quello che cerco e vorrei trovare la forza di fermarmi, perchè sto già scappando mentre non riesco a stringere più a fondo e ora che sto correndo…
(strade – Subsonica).

Da leggere ascoltando Strade, Subsonica

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One thought on “Su le mani

  1. Non hanno fatto nemmeno preso blu, che live è fantastica.
    E nemmeno stavolta ( la sesta, contando i biglietti appesi in camera), gli ho sentito fare Funk Star.
    Magari la prima volta che l i ho visti, quando conoscevo un pezzo solo, m a mi sono sempre chiesto come mai non la fanno dal vivo.
    Boh.
    Bel concerto, ballavamo anche dall’alto delle tribune.

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