Odori

E poi l’umanità la puoi anche dividere per odore.
La metropolitana, che Dio la benedica, offre sempre spunti di riflessione interessanti. Un microcosmo comodo e quotidianamente analizzabile. Sali, scegli dove sistemarti, meglio se seduta nel secondo o terzo sedile, così da stare schiacciata tra altre persone e poter studiare meglio la fauna. Basta chiudere gli occhi, superare il blocco psicologico “oddio che puzza di sudore già alle 9 del mattino” e provare a dare un profilo, un carattere agli odori che il tuo naso incontra.

C’è il manager 50enne con dopobarba classico, forte, pungente, secco. Mi riporta indietro negli anni, agli anni 90, mi trasporta a New York, Wall Street. Subito, immediatamente.

C’è la ricercatrice universitaria che non usa profumo ma crema profumata, forse Erbolario, sicuramente Mirra; sta seduta in metro a Milano ma la sua mente è in Etiopia probabilmente.

C’è lo studente liceale che porta freschezza, il suo maglioncino di cotone perfettamente stirato sa di detersivo, di bucato appena ritirato, di Bolt, sa di fragili illusioni e cassetti pieni zeppi di sogni irraggiungibili.

E poi c’è il giovane rampante account, impomatato da far paura, che non possiede un odore specifico, ma una combinazione di profumazioni diverse: gel Kerastase Linea Uomo, Davidoff Cool Water spruzzato sul colletto della camicia, lucido nero sulle scarpe spalmato col panno morbido e Tic Tac che escono di tanto in tanto dai pori della pelle del viso. Un mix paragonabile solo a quelli di Kurt Cobain.

L’odore rivela molto. L’odore vero, quello della pelle, e non quello ri-creato appositamente solo per proiettare qualcosa che vorremmo essere.

Uscendo dalla metro, trovo sui gradini un senzatetto: i suoi jeans luridi mostrano una visibile striscia umida in mezzo alle gambe – si è pisciato addosso – penso. Ecco, quello è un odore naturale, che mostra esattamente quello che siamo.

Le disgrazie sono la pietra di paragone del carattere. Come avviene di alcune erbe che bisogna pestarle, acciocché mandino il loro buon odore; così è di certe nature d’uomini, che non mostrano la bontà di cui sono dotate, se non messe a cimento dal dolore. Non di rado le traversie della vita fanno apparire virtù e grazie, che altrimenti resterebbero nascoste (S. Smile)

Da leggere ascoltando Led Zeppelin-The Rain Song

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