Habemus papam

Avete presente quelle istituzioni/persone/situazioni che da sempre vi infastidiscono così tanto da provare una sincera e profonda avversione infinita ed eterna? Quelle frasi del tipo “non voterò mai Berlusconi”, che sapete con estrema convinzione di poter dire ad alta voce, perchè non tradirete mai la promessa che vi siete fatti? Io quest’avversione ce l’ho da sempre per il mondo legato alla Chiesa. Sarà perchè molte domeniche della mia infanzia sono state condite dalla voce di mio nonno che insultava la Tv in cui il Papa o chi per lui parlavano di chissà cosa; sarà perchè sono nata da genitori praticamente agnostici, sarà che da dopo la comunione c’ho messo una croce sopra alla religione, oddio forse croce non è la parola giusta da usare… in ogni caso, sono cresciuta con una totale diffidenza e un netto distacco rispetto alla Chiesa.
Bene. Ieri la mia amica A. dice -perchè non andiamo a vedere Habemus Papam?- io rispondo -perchè no- un film di Moretti è sempre stimolante, nel bene e nel male. Mi siedo sulla poltrona del cinema, del film non conosco nulla, non ho letto la trama, non ho curiosato tra le critiche, sono andata liscia al cinema, con la mente sgombra da pregiudizi, aperta a godermi l’esperienza. E ho tradito la mia avversione contro la Chiesa. Il film è geniale. Il papa o meglio Michel Piccoli è superbo. Moretti regista c’ha azzeccato. Di nuovo. No, non vi racconterò il film, andatelo a vedere, ma vi dirò che il miglior pregio della pellicola è di avvicinare una come me alla Chiesa e al Papa, di rendere quest’ultimo molto più umano e comune, tanto da renderlo adorabile e amabile. A me il Papa di Moretti ha ricordato mio nonno, un po’ per l’età e per le sembianze fisiche, e la cosa mi ha fatto sorridere: come cambiano le prospettive, no?
Il film si presta, credo involontariamente, come efficace strumento di marketing per il Vaticano, così efficace da riuscire a convincere un’atea come me. Bravo Moretti. Di nuovo.

Il cinema non è un dono, ma una vocazione. I registi sono i santi del nostro tempo: danno la loro vita affinché la verità sia detta su pellicola. (Yusuf Shahin)

Da leggere ascoltando Arvo Part – Magnificant

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