Grazie Gino

Dicono che la famiglia sia quella che ti scegli negli anni, che sia composta dalle persone a cui ti affezioni e ti leghi, in circostanze e tempi diversi, non analizzabili. La famiglia, pare, sia composta da persone con cui condividi interessi, sentimenti e progetti, più che legami di sangue. E questo è vero soprattutto quando vivi lontano dal posto in cui sei nato. Se ti sposti, per lavoro o studio o scelta personale, tendi a ricreare i rapporti familiari con le persone che ti stanno attorno. Bene. Io questa famiglia ce l’ho.

C’è lo zio che viene dalla Romagna e che ha sempre la battuta pronta, la voglia di tirare sù il morale al gruppo stupendo con improbabili doppi sensi e proposte pseudo-sessuali che ti verrebbe voglia di provare solo per la curiosità di dimostrare quanto siano impossibili, lo zio con gli occhi tristi ma con la risata sempre pronta.
Poi ci sono i tre fratellini, che sono un po’ la versione “bravi ragazzi” della banda della Magliana: l’aretino, il più giovane e il freddo. L’aretino, impeccabile nella sua eleganza e femminilità estetica, capace di sedurre con lo sguardo e con le provocazioni sottili; il più giovane, che come Cucciolo, ti verrebbe voglia di stritolargli le guance ogni due secondi e poi c’è il freddo, quello che se non lo conosci da almeno un anno, non provare a sfiorarlo che ti sbrana, lui al contatto fisico è proprio allergico.
Poi c’è la sorella svizzera, capace di estraniarsi in un mondo tutto suo che ti fa scorgere di tanto in tanto quando ti vede persa, un mondo in cui vorresti poterti rifugiare con lei ogni volta che la vita si fa troppo seria; e c’è la sorella bellissima, in tutte le famiglie c’è la più bella, intelligente, sensibile, simpatica sorella. Lei rasenta la perfezione più di Mary Poppins, la sua bellezza e intelligenza sottili come la sua voce, la rendono un punto di riferimento, ma è la sua tenacia nel seguire ciò che vuole che la rende davvero amabile.

E poi c’è il gemello. Ed è imbarazzante. Perchè a volte è come guardarsi allo specchio. All’inizio ci litighi, non mandi giù l’idea che possa esistere qualcuno che ti assomigli così tanto, ma se l’accetti, se fai pace con la parte “maschile” di te, scopri la bellezza nel riflettersi in qualcuno che può capirti alla perfezione. E infine ci sono i genitori, un camoglino doc e una cilena dalle sembianze finlandesi.

Mentre li guardavo sulla vespa, correre le curve del levante ligure, pensavo che da grande voglio essere come loro. Mi fanno venire in mente quella poesia di Neruda che dice che due amanti lasciano due ombre che si uniscono, creano sull’asfalto un’unica forma. Loro sono il contrario di uno, li adoro.
Ed è grazie a loro che ho trascorso una pasquetta meravigliosa.

Grazie Gino.

Gli amici sono il modo che ha Dio per scusarsi dei parenti. Proverbio.

Da leggere ascoltando WHERE YOUTH AND LAUGHTER GO-Broadcast

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...