Un anno di Muratori

Questo post è dedicato alla mia adorata casetta che ha compiuto da poco 1 anno di vita.

Qualche settimana fa ho visto la casa dei miei sogni. Quel genere di casa che quando sei piccola neanche te la immagini, perché i tuoi gusti adolescenziali devono ancora maturare, ma sai, che quando sarai grande, non potrai vivere in nessun luogo, se non li: in Casa Lago.

La mia amica C. mi chiama una domenica a pranzo e mi dice che dobbiamo proprio andare in Brera, che ha letto sulla guida del Fuori Salone dell’esistenza di Casa Lago. Strabuzzo gli occhi, prendo la bicicletta, passo a prenderla e pedaliamo alla velocità della luce, attraversando una Milano calda, non solo per il sole, quando per l’entusiasmo dei turisti sparpagliati per la città.

Arriviamo in Brera affaticate ma la vista del mercatino dell’antiquariato e la possibilità di fare un po’ di sano shopping, ci rifocillano all’istante.
Agganciamo le biciclette e ci posizioniamo davanti a via Brera 30, c’è coda, ma l’idea di entrare nella casa dei miei sogni, fa superare l’ansia dell’attesa. Sono a pochi metri da un appartamento completamente arredato con design Lago, il mio preferito da sempre. Entriamo e subito veniamo accolti dall’odore del caffè. Adoro l’odore del caffè e qualcosa di inconfondibilmente casalingo, potresti stare in mezzo alla metropolitana di New York, con la Moka in mano e sentirti perfettamente a casa.

Superato l’ingresso, si entrata subito in camera da letto, ed eccoli lì, il comodissimo armadio a tenda: in pratica invece delle ante rigide, c’è una specie di tenda a soffietto della stessa stoffa di cui sono ricoperte le pareti. La stoffa ricorda il gessato di certi abiti da uomo, così l’effetto è buffo: sembra di stare dentro a un doppio petto degli anni 50. Io e C. ci facciamo quattro risate mentre un paio di coppie borghesi esaltano la scelta del cuscino color champagne sul letto.

Procediamo in bagno, dove noto la scomodità del lavandino: una specie di grata di metallo a quadrettini piccoli che copre tutto il lavandino che diventa sottilissimo, non più di 5 cm. Noto alcune incrostazioni di sapone all’interno dei quadretti. Una signora di 60 anni spiega al marito che il lavandino è fantastico ma difficile da pulire. Bene, penso, è preoccupante, ho gli stessi pensieri della signora, ma 30 anni in meno.

Prima di uscire passiamo dalla cucina, dove la “padrona” di casa sta cucinando una parmigiana. L’odore del sugo che sta andando, ci saluta.
Scendendo le scale penso che tutto sommato, la casa dei miei sogni non è poi un granchè, che infondo casa mia, quella che ho messo su da sola, non proprio, grazie mamma, grazie papà… è molto più vera e comoda. E anche se non c’è l’odore di parmigiana fresca, ci puoi trovare sempre una bottiglia di birra e dei taralli casertani da condividere in amicizia.

Benvenuto in casa mia. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate. (Dracula di Bram Stoker)

Da leggere ascoltando I’m Alive! – SUNBEARS!

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