Favole favolose

Quando ero piccola mio padre mi raccontava una favola prima di andare a dormire. Una ogni sera. Mentre mia mamma lavava i piatti, io mettevo il pigiama, mi sdraiavo sotto le coperte e mio padre iniziava a inventarsi o a leggere, dipende da quanto in forma fosse, favole favolose, scusate il gioco di parole.

Sono profondamente convinta che siano state proprio quelle favole, o meglio, il modo in cui mio padre me le raccontava, a spingermi nella scelta di intraprendere il mestiere della scrittrice.

Ogni sera, alle 21, la magia incominciava: mio padre partiva con il classico “c’era una volta….” per poi andare avanti proponendomi delle parole mozzate che io dovevo continuare.

Una cosa del genere:

Papà: C’era una volta una priXXX
Io: Primula!

Papà: C’era una volta una primula che voleva tanto trovare un priXXX
Io: Primulo?

Papà: La primula e il primulo si volevano tanto beXXX
Io: bere qualcosa?

Papa: La primula e il primulo volevano si volevano tanto bere qualcosa perchè avevano un sacco di seXXX
Io: semolino da mangiare?

Papà: e dopo averlo mangiato vissero tutti felici e contXXX
Io: contrariati?

Papà: vabbè valenticchia, buona notte.

La scena se non sbaglio, si concludeva sempre con un bacio sulla fronte.

Quelle favole favolose mi hanno insegnato a giocare con le parole, ma soprattutto a spingere il pensiero un po’ più in là a non fermarmi mai al primo ragionamento, alla prima risposta che ti viene in mente, ma a cercare sempre una via non convenzionale, una ragionamento più complesso, una risposta non scontata. Tutti avrebbero detto PRINCIPESSA, la sfida vera era dire qualcosa che si allontanasse dalla favola che tutti conoscono. L’obiettivo in fondo era di mettere in difficoltà mio papà che cercava ogni volta di riportare la storia sulla via convenzionale. Così facendo però, mi sono auto-aiutata a esplorare il mondo delle parole e dei loro contenuti. E così da grande sono diventata una che con le parole e i contenuti ci lavora.

Grazie papà.

Io credo che le favole, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La favola è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)

Da leggere ascoltando Gabriel – Lamb

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