La Volata

Esco dall’ufficio e prendo la bicicletta per andare in Piazza Duomo, stasera c’è La Volata, la grande manifestazione a sostegno di Pisapia. Dentro di me continuo a ripetermi che saremo al massimo 4 gatti. Piazza Duomo è gigantesca e maschera bene il numero di partecipanti. Insieme ai mie amici mi avvicino alla partenza, un’orchestra di campanelli incita l’inizio della pedalata. Passa circa mezz’ora da quando i primi sono partiti a quando anche noi, finalmente partiamo. Mi guardo dietro le spalle, lo strascico di campanelli è bello lungo. Alla prima curva ci imbattiamo in una coda di taxi, si fermano tutti ad applaudire – bravi, votate Letizia – io non applaudo, mi sembra un po’ gratuito. Continuiamo a pedalare ma a passo d’uomo. Le auto cercano di venirci contro ma si arrendono perché investirebbero 15 biciclette in una botta sola. Un tizio mi si avvicina e sorridendo mi dice – hai riesumato dalla cantina una bicicletta così vecchia perché è arancione?- vorrei dirgli – no, è la bici che uso ogni giorno per andare a lavorare, mi è costata quando una mensilità dei mezzi pubblici e la uso tutto l’anno, questo è quanto posso permettermi a 30 con un contratto a progetto – ma poi decido di glissare e sorrido annuendo. Passiamo sotto al bancone di una signora anziana, è affacciata e applaude sventolando una bandiera arancione, urla – bravi ragazzi! – il corte si ferma e applaude. Questa volta applaudo anche io. Proseguiamo, stiamo andando verso Piazza Ventiquattro Maggio, una coppia di pedoni sui 50 è sul marciapiede, hanno comprato delle bottigliette d’acqua fresca e le distribuiscono a chi ne ha bisogno. Mi guardo intorno, la fauna è vasta: il gruppo di amici che alternano alle pedalate, un tiro di canna, una coppia con i bambini piccoli sui seggiolini, un gruppetto di anziani che sta sulla destra, tantissimi giovani con magliette e bandiere arancioni. Da un altro balcone si affaccia un gruppo di giovani, sventolano un tappetino del bagno arancione e intonano il canto – Vota Giuliano, Milano vota Giuliano – il corteo si ferma e continua il canto. Sto pedalando da 2 ore e ho percorso meno di 1 km, ma l’entusiasmo e la partecipazione sono fortissimi. Ad ogni incrocio qualcuno si ferma e si improvvisa vigile amministrando il traffico di auto che vuole rompere la lunga volata, Non ci sono vigili nè polizia municipale.
Procediamo sostenuti dagli applausi degli abitanti affacciati ai balconi. In Corso Italia una signora sessantenne si volta verso la volata e urla – non è detta l’ultima parola – non parte nessun insulto, mi meraviglio e un po’ la stimo perché non ha rinunciato al diritto di esprimere la propria opinione, nonostante le centinaia di persone che si è trovata di fronte.
Sono passate 4 ore quando arriviamo alla fine del giro, più provati e più carichi dei corridori del Giro d’Italia.
Mentre torno a casa penso che nonostante io sia una Torinese convinta e odi questa città alienante, penso di essermi sentita un po’ più milanese del solito. E penso a Pisapia e se mai si sarebbe aspettato tutto questo.

Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza. (Herbert George Wells)

Da leggere ascoltando STAND UP AND SHOUT – HELLSONGS

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