Dietro le quinte

Ecco, l’ultima curva, un pezzo di rettilineo e finalmente arrivo a casa. E’ quello a cui sto pensando, mentre percorro gli ultimi 500 metri per arrivare a casa. Certe strade di Milano, durante la settimana, passata la mezzanotte, sono adorabili.

Mentre giro la curvo, mi accorgo che il cancello del Franco Parenti sta chiudendo. Un enorme tir sosta davanti, decine di tecnici staranno caricando le scene di qualche spettacolo. Che enorme regalo per i miei occhi: mi piace stare sul palcoscenico, ma ancora di più, amo stare dietro, vedere tutto quello che accade prima e dopo lo spettacolo. Lo spettacolo oltre lo spettacolo, molto più interessante e vero. Negli anni universitari, ho avuto il privilegio di lavorare come maschera teatrale e gli esclusivi spettacoli irripetibili a cui ho assistito, rimangono un ricordo vivido e indelebile: Uto Ughi accordò il violino eseguendo “la campanella”, numero posti disponibili in teatro 500, unica spettatrice, la sottoscritta. Paolo Poli, vivace Arlecchino, sgambettò per più di mezz’ora con un’energia pari ad un pargolo che ha appena scoperto il salto, ed io nel frattempo che distribuivo pieghevoli del programma sulle sedie vuote. Franca Valeri, icona di profonda professionalità teatrale, mi chiese una bottiglietta d’acqua, in cambio le rubai 10 minuti in camerino per vederla truccarsi e vestirsi; Mariangela Melato, in un intenso assolo di danza, in “Sola me ne vo”, all’epoca, ero una danzatrice piena di sogni ed energie e ricordo che rimasi a guardarla per tutto il tempo delle prove da dietro le quinte, i tecnici non avevano ancora provato il puntamento luci ma lei non ne aveva bisogno, una luce tutta sua la illuminava, rendendo speciale ogni singolo passo che compiva. Roberto Herlitzka e Alessandro Prezioni nel “Re Lear”, duettarono che era un piacere guardarli, l’attore più anziano che dava di tanto in tanto, dei suggerimenti, all’ancora semi-sconosciuto Preziosi, ricordo che metre facevo il giro per controllare che tutte le sedie fossero al loro posto, decisi di sedermi nel palco di proscenio al primo piano, sembrava di stare sul palco con loro, e ricordo gli occhi di Alessandro Preziosi fissarmi durante un monologo: le ginocchia mi si piegarono per tanta bellezza e bravura. Arnoldo Foà, con il quale andai poi a cena, dopo lo spettacolo, vibrante e geniale personalità che mi fece mille domande sul mio futuro, su quello che volevo e su come intendevo raggiungerlo, dicendomi di non mollare mai il mio progetto legato alla danza. Ho avuto un momento tutto per me anche con Ligabue, durante un evento in cui riceveva un premio letterario per il suo “La neve se ne frega”, si perse in una delle stradine che portavano al parco dove avrebbe ricevuto il premio, mi chiese di accompagnarlo, rimase in silenzio per tutto il tragitto per arrivare al palcoscenico, ed io avvertii la tensione che stava vivendo per un debutto così importante per la sua carriera da scrittore.

Ne ho visti molti altri di attori e registi di grande fama, tutti mi hanno regalato momenti si solitaria fruizione di uno spettacolo involontario ma affascinante. Perchè un attore che sbaglia o riprova quella battuta che dimentica sempre o quel gesto che non gli viene mai, è estremamente interessante e osservarlo in un momento di prova, in cui smette i panni del personaggio, per vestire quelli dell’attore che recita, lo rende talmente umano da apprezzare ancora di più il suo lavoro e il suo incommensurabile talento.

Quello che c’è dietro il cerone, il costume, le punte, dietro le luci, le scene, gli applausi, dietro al sipario, quello è il vero spettacolo. Esclusivo, unico, vero.

I battenti del Teatro di Via Pier Lombardo, chiudono e i facchini caricano le scene, domani saranno in un’altra città, in un altro teatro con lo stesso spettacolo, e sono sicura, qualche fortunata come me, vedrà qualcosa che sul copione non c’è scritto.
Che invidia.

Lo strumento dell’attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico.
Kostantin Sergeevič Stanislavskij

Da leggere ascoltando Jovanotti -Il più grande spettacolo dopo il big bang

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