Il gobbo

Da leggere ascoltando Hero – Regina Spektor

Poco tempo fa sono andata a trovare i nonni a Caserta. Da sempre ci sono 2 cose che amo fare quando sto in cucina con loro, dopo pranzo: rivedere tutte le fotografie di quando erano giovani e far tirare fuori tutti i gioielli che amo provare.

Apriamo gli album fotografici e li analizziamo come fossero schedari con foto segnaletiche, fermandoci su ognuna di loro, osservandone il bordo zigrinato, la dimensione minuscola e la carta gialla che ormai si è incurvata come fosse una barchetta. Mia nonna normalmente mette in funzione il gioco “è morto/è ancora vivo”, assegnando una delle due funzioni ai personaggi che appaiono nelle foto.

Poi si passa ai gioielli. In ordine di gradimento ovviamente. C’è un anello meraviglioso, che mia nonna fece fare da un orecchino della mia bisnonna, a cui faccio il filo ormai da 10 anni; ogni anno, mia nonna promette di darmelo – quando sarà – ovviamente, cioè, quando lei non ci sarà più. Io attendo, senza fretta, anzi. Nella cernita di gioielli, incappo in un ciondolo strano. Un ciondolo di corallo rosa. Un ciondolo che raffigura un gobbo. Io non lo sapevo ma a Napoli il gobbo è un portafortuna. Il gobbo come altre 200 figure diverse che portano ciascuna fortuna o iella.

Così mi documento. Mica su internet, no, vado alla fonte più sicura e accurata che conosoco: mio nonno.

E vengo a sapere che quando lui era piccolo, parecchi ma parecchi anni fa, c’erano dei tizi nati gobbi, che di mestiere facevano “i gobbi”, quelli che andavano di casa in casa a farsi toccare la gobba e a promettere tonnellate di fortuna.

Ora, a me sembra che nascere con la gobba, non sia esattamente una fortuna ma ovviamente il popolo napoletano sa trasformare una iella in qualcosa di positivo ed ecco che centinaia di ciondoli con il gobbo, invadono le piccole boutique meridionali per arrivare poi, direttamente sul mio comodino milanese.

So che siete curiosi di capire cosa centra la gobba con la fortuna: secondo la mia fonte, pare che la gobba derivasse dallo sforzo della schiena di sorreggere kg e kg di oro e ricchezze varie. Questi napoletani, che creativi!

Mi viene da sorridere a pensare come nel tempo ci siamo livellati tutti su uno steso standard: mettiamo busti correttivi se nasciamo gobbi, dimagriamo se siamo troppo in carne, ci costringiamo a zeppe o peggio, ad allungamenti di gambe, se siamo troppo bassi. E invece basterebbe imparare dal passato e dal nostro sud e migliorare la nostra fantasia e sviluppare la creatività.

L’immaginazione è la prima fonte della felicità umana.
Giacomo Leopardi (un gobbo…)

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