Milano d’agosto

Domenica d’agosto milanese. La città fantasma. Mi sembra quasi impossibile, dopo 7 mesi di costante brulicare, di locali aperti fino a notte fonda, di gruppi caciarosi, di notti che si dilatano all’infinito e mangiano le prime ore del giorno. Ecco, dopo tutto questo, Milano si prepara al tanto meritato letargo e gli orsi come me, posso uscire allo scoperto e godersi le strade larghe larghe tutte vuote, le fermate del tram isolate come osasi nel deserto, persino i parcheggi sono irriconoscibili, l’assenza delle auto, li ha trasformate in lunghissime piste delineate dalle strisce blu o gialle. E il silenzio, rotto da qualche auto sporadica, traduce la solitudine di una città che sembra quasi un’amante lasciata sola, dopo una una lunga e appassionata relazione.

Milano d’agosto mi sembra così adorabile.

Una volta girovagavo nei desolati quartieri periferici e vagabondavo lungo i terrapieni delle ferrovie, affascinato dal pittoresco romantico di Porta Ticinese, dei canali. Adesso c’è la metropoli dei grattacieli, la city un po’ avveniristica, un po’ provinciale: un misto tra il risotto e l’acciaio, che mi diverte. (Alberto Lattuada)

Da leggere ascoltando YOUR FIRST LIGHT MY EVENTIDE – THE ECHELON EFFECT

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