La manovra

Dunque, apro i giornali e leggo i dettagli della manovra e il titolo strillato: il mio cuore gronda di sangue.
Punto primo, i vampiri non hanno sangue e quella pronunciata dal cavaliere, risulta quindi una bugia. Mi fa infuriare la prima, la seconda, fino alla 31 esima pagina, sono incazzata. Mi guardo intorno, sono spiaggia siamo in 5: mio padre, ingegnere per un’azienda privata, mia madre, insegnante, mia cugina, studentessa universitaria, mio cugino, praticante avvocato ed io, creativa con contratto a progetto da sempre. Siamo di 5 target completamente diversi eppure nessuno di noi può trarre alcun vantaggio e beneficio dalla manovra proposta e dalla gestione del governo attuale, in generale.
La sensazione e’ quella di una piramide spuntata, cioe’ quelli molto altolocati se la caveranno, i ripari presi penetreranno dal basso fino ad arrivare poco prima della punta, lasciandola salva. Che rabbia. Vorrei prendere facebook e twitter e iniziare una rivoluzione ma mi assale un dubbio: nessuno mi seguirebbe, la maggioranza si chiuderebbe dentro casa nascondendosi per la vergigna di aver votato il nostra boia o perche’ in fondo finche’riesce a permettersi un ombrellone con lettino in prima fila, preferisce far finta che la crisi non esista. Che tristezza. Che masochismo. Mia madre

Mia madre mi dice che per protestare, ha inviato un sms a tutte le colleghe, ma triste, mi racconta, che nessuno ha risposto.

Penso ai miei genitori, ai valori che mi hanno trasmesso e penso che siano sprecati per un paese come l’Italia. La prima cosa a cui penso e’ di scappare e tornare in Canada. Che senso ha restare? Che senso ha continuare ad essere una trentenne che lavora da 6 anni e che non ha mai avuto un contratto che non fosse a progetto? Guardo negli occhi i miei cugini: non c’è speranza in questo progetto.

Non mi va di investire in un paese che continua a mettere al riparo il suo ceto altissimo e non si preoccupa di chi sta sotto e di chi e’ piu giovane. Un paese che si premura di salvaguardare i fasti della sua casa e non le sue fondamenta, e’ destinato a cedere, come si fa a non capirlo?

Disgustata chiudo il giornale e mi prendo la mia giornata di sole, sul mio asciugamano, sulla spiaggia libera.

Piu tadi rientro a casa a piedi, 3,5 km di salita che pero’ mi permettono di risparmiare 8 euro di parcheggio giornaliero. Saliamo io e i miei 2 cugini, e proprio nel centro della vallata del tigullio, in uno dei tanti comuni uccisi, in piena salita, sentiamo provenire da una casa arroccata, l’inno d’Italia che si propaga per tutta la vallata. E non so perche’ ma tutti e 3 continuiamo a camminare in salita, sussurando i versi di Mameli, ci viene spontaneo, con un filo di voce, cantarlo tutto, fino alla fine.

E allora pensi che forse, in fondo, c’e’ ancora un motivo per rimanere.

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