La classifica

Il giorno della vigilia di Natale ho percorso la distanza che separa Ivrea, mio paese natale, da Caserta, paese natale dei miei genitori nonché città dove vivono attualmente i miei nonni. 850 km circa. In auto. Unica colonna sonora: una miriade di radio che trasmettevano classifiche tutte uguali. Classifiche musicali che riepilogano un anno intero di successi e di flop. Così mi è venuto in mente di seguire la scia, di classificare le situazioni e di persone in cui sono incappata nel 2011, la lista di successi e flop dell’anno appena trascorso. Dalla numero 10 alla “number one”.

Al fondo della classifica troviamo un vecchio successo che si ripropone di tanto in tanto, un vecchio amore che ritorna e che rimane giusto il tempo di una stagione, come le hit estive che a settembre spariscono.

Al numero 9, una chiacchierata notturna con una persona incontrata 2 giorni prima e la sensazione che si possono condividere molte cose in poco tempo e quasi per gioco, un po’ come quei motivi da film che ti appassionano se ascoltati durante la scena cinematografica, che però risultano insipidi se ascoltati da soli.

Alla numero 8, un colloquio di lavoro brillante, la prospettiva di ritorno nella mia Torino, che però si spengono nel silenzio. Un flop. Come un brano di una band super pop che fa schifo.

Alla numero 7, l’alba di una nuova piacevole amicizia. Un rapporto contorto che si scioglie piano piano, si trasforma assumendo una forma imprecisa. Come quelle melodie di Einaudi che ti fanno sognare ma di cui non sai se comprare il CD.

Alla numero 6, aiutare un’amica a scegliere l’abito da sposa e scoprire la forza e la grinta che la rendono speciale e vincente. Un sound paragonabile solo ad uno di quei pezzi grunge dei Nirvana che ascoltati dopo 20 anni sono ancora pieni di gusto.

Alla numero 5, un week end con una vecchia amica, per riscoprire l’affetto e la sintonia che da 7 anni, nonostante la distanza geografica, resistono e persistono. Un valzer austriaco che scorre liscio e ti fa ballare anche se non conosci i passi.

Alla numero 4, un viaggio di lavoro in India, l’incontro con una cultura affascinante, il confronto con me stessa e le mie potenzialità, le 36 ore di Attentato-terremoto-monsone. Solo uno di quei brani che si arrovellano su se stessi alla Radiohead può esprimere in note, la sensazione provata.

Entriamo nel vivo della classifica con il posto più basso del podio, dopo alla numero 3 troviamo un rapporto di lavoro che si risolve dopo un anno e mezzo: un capo scorbutico che depone le armi e dichiara l’armistizio e mi regala sonni più tranquilli. Qui ci sta uno di quei duetti tra artisti improbabili che si cimentano con un genere a loro sconosciuto.

Al secondo posto, un rapporto di amicizia che si fortifica. Un’amica artista che non ha bisogno di parlare, di chiedere o di vedere, una sorella che mi capisce e mi conosce
come nessun’altra è mai riuscita a fare. La voce di Adele forse calza a pennello.

Prima posizione, si riconferma per il 31esimo anno consecutivo, l’amore per la danza. Un teatro minuscolo, un pavimento di legno consumato, le luci di scena e una composizione coreografica di terminare. Tema, l’abbandono. Musica di Edith Piaf, Ne me quitte pas.

E per il 2011 è tutto, noi ci risentiamo tra un anno con la classifica dei momenti e delle persone che avranno reso intenso il 2012. Alla prossima. Ciao.

Da leggere ascoltando qualunque brano o genere io abbia citato in una delle 10 posizioni.

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