Rinascere, che fatica

Immaginate di poter rinascere. Di poter ricominciare tutto dal principio, a partire dalla vostra nascita. Sarebbe bello, vero? Bene, facciamolo, beh, col pensiero, intendo dire.

Occhei, iniziamo dal nome. Il nome è tutto, è l’etichetta scintillante appiccicata al contenitore accattivante che è il vostro corpo. Il nome dice tutto, dal nome uno capisce chi siete davvero. Il nome è la vostra miglior referenza. Dunque, come chiamarsi? Ci vuole un nome che non sia troppo corto: un nome corto fa dedurre poca pazienza, poco impegno, insomma una bambina di 1 anno che deve imparare a dire Lia non ha certo la stessa pazienza di una che deve imparare a dire Cristina o Elisabetta; quindi niente Eva, Lea, Ida, Ada, etc…neanche un nome comune: il nome comune è per persone comuni, ci sono miliardi di Alessandra, Elena, Giulia, il mondo è pieno di schiere di ragazze dallo stesso nome, vorrete mica trovarvi in una classe con altre 5 ragazze che si chiamano Laura? Niente Cinzia, Daniela, Ilaria, Sara, per carità, Sara no, le ragazze che si chiamano Sara sono tutte uguali, fatte con lo stampino e te le ritrovi ovunque, e sono insicure, cioè sono la speranza del futuro che si ritrae, si presentano al mondo senza accento, senza visione del domani, Sara, sarà, bah, lasciate perdere. Neanche un nome troppo lungo, insomma mica volete che la gente si sia annoiata già alla terza sillaba del vostro nome? Immaginate di incontrare l’uomo della vostra vita e di presentarvi con una stretta di mano – Ciao, mi chiamo Valentina – vi giuro che già su “len” la stretta di mano si affievolisce, su “ti” si è già ammosciata, su “na” il tipo se n’è già andato e ciao. Niente Veronica, Eleonora e Marianna. Vi prego evitate ogni nome che faccia riferimento ai santi, apparirete sempre intoccabili e beate, se scegliete il nome Anna, il riferimento alla Santa o all’acqua sarà immediata; o ad esempio Maria, evitate il nome Maria come la peste, il riferimento alla Madonna, all’immacolata concezione etc etc sarà inevitabile, nessun uomo si avvicinerà, spaventato dall’ipotesi di fecondarvi con lo sguardo. No, lasciate stare. Credetemi. Evitate anche i nomi da pornostar, Helena, Samantha, Deborah con e senza acca, da voi si aspetteranno sempre prestazioni fuori dalla norma e col tempo potrebbe essere faticoso sostenere certi ritmi fisici-sessuali.
No, ci vuole un nome dalla lunghezza giusta, che incuriosisca e che stimoli l’immaginazione degli altri, che suggerisca intelligenza e grande umanità, che sia poco comune ma che non porti troppo lontano. Occhei, forse, data la difficoltà, me ne rimango col mio nome appiccicato addosso e lascio a voi lo sforzo di rinascere.

Nomen omen. Il nome è destino. Detto latino

Da leggere ascoltando No Name No. 5 – Elliott Smith

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8 thoughts on “Rinascere, che fatica

  1. Io rimarrei con il mio nome, invece. Anche rinascessi altre mille volte. Da piccina lo detestavo. Mi sembrava troppo impegnativo. A 33 anni mi sembra soltanto un bel nome che mi somiglia. E non tutti hanno un nome a cui somigliare. E’ un bel privilegio. E Valentina è un bel nome, non so se ti rappresenta, ma è musicale e io non lo cambierei fossi in te 🙂

    • Carlotta è bello, fai bene a tenertelo stretto, in tutti i miei 31 anni sei a seconda Carlotta in cui mi imbatto 😉 Valentina mi piace ma è lunghissimo, usatissimo e rimanda troppo al fumetto o alla filastrocca Valentina vestita di nuovo etc…però me lo tengo, tranquilla!

  2. A me Elena piace, pure se ammetto che c’è sempre un’altra Elena, e io mi sono sempre sentita un po’ la “seconda” Elena, quella di riserva, quella “un po’ di meno”

    Nello scegliere il nome per mia figlia principalmente ho cercato un nome che non fosse “storpiabile” nè “accorciabile”. Ne abbiamo scelto uno corto corto (4 lettere) e solo dopo che è nata abbiamo apprezzato anche il fatto che fosse facile (prestissimo ha saputo pronunciarlo correttamente, prestissimo ha saputo scriverlo)

  3. cara Elena, ognuno deve sentirsi a suo agio con il proprio nome, un po’ come un vestito…io anche se potessi scegliermelo per davvero, non saprei proprio come chiamarmi 😦

  4. A me piace molto il mio, lo sento cucito addosso. Peccato che la cosa non sia condivisa per colpa di “alcuni” che infangano questo nome.

    • Devo farmi una lobotomia e dimenticarmi degli ultimi anni politici italiani…fatta la lobotomia, Silvia diventa il mio nome maschile preferito!

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