Pasqua a 31 anni

Quando ero piccola tutti i miei parenti mi regalavano un uovo di Pasqua e alla fine della mia domenica mi ritrovavo con almeno 5 uova di cioccolato, di grandezza e valore diverso. Se per i miei il rito pasquale era mangiare la pastiera napoletana, per me era aprire le uova per scoprirne il regalo. Quel momento lo aspettavo per tutto il giorno, condito dall’odore di agnello e patate di mia nonna. Guardavo quelle 5 uova impilate come birilli sulla mensola e mi chiedevo cosa c’ avrei trovato dentro. Sognavo fantastici orsacchiotti a 10 anni, favolosi gadget della barbie a 12, stupendi braccialetti a 14, utilissimi portachiavi a 17. Salvo poi trovarci oggetti di cui non capivo il senso, la forma e l’utilizzo. Oggi a 31 anni sento il richiamo della tradizione, l’odore dell’agnello, il forno che rilascia pastiere a non finire e le uova di cioccolata con le loro improbabili sorprese. Stasera torno a casa e chissa’, forse potrei trovare un uovo tutto per me, perche’ ultimamente ne ho proprio bisogno. Ho bisogno dell’attesa e della sorpresa. Cosa ci sara’ dentro? Magari un nuovo amore. Oddio no, con la fortuna che ho sempre avuto, mi ritroverei con una relazione di cui non capirei il senso, la forma e l’utilizzo.
Che piacevole sorpresa scoprire alla fine che da soli non siamo poi cosi soli. Ellen Burstyn.

Da leggere ascoltando My good deed, Shearwater

http://m.youtube.com/#/watch?v=hJlEfxNPsRk&w=500&h=25

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