4 gocce, 21 giorni, 80 euro

Da leggere ascoltando “No room for doubt” Lianne La Havas feat Willy Mason

Ebbene si. Ci sono caduta anche io. E ora sono qui a fare ammenda, a raccontare la mia storia, la mia dipendenza, manco fossi ad una riunione di alcolisti anonimi: ciao, mi chiamo Valentina. Ciao Valentina. Ora magari mi giro e mi trovo dentro le pagine di Fight Club nei panni d Tyler Durden, tra le tette di Bob, a piangere la mia insonnia. E invece no, mi ritrovo seduta dentro ad un’erboristeria che proprio erboristeria non è e di fronte a me c’è lei, la santona di turno, pronta a propinarmi una dose di fiori di Bach che rintronerebbe pure un toro. Si, lo so, i fiori di Bach no, piuttosto dei sanissimi psicofarmaci che ti piallano il cervello, una spropositata dose di droghe leggere, un po’ di quell’alcolismo concesso, ma i fiori di Bach no.

E invece si. Dopo lo yoga, dopo le letture buddiste, sono atterrata sulla dimensione “zitella alla ricerca della felicità spirituale” vedi anche “30enne intrombabile” ma anche “caso disperato”. Ecco. Sono li di fronte a questi 100 kg di donna dai capelli bianchi e il sorriso assopito che mi dice di essere una psicologa veda, laureata negli USA perché in Italia non è riconosciuta, e meno male, dico io. Mi prende la mano, apre un libro su cui compare una lista infinita di fiori. Nell’altra mano stringe un pendolino. Mi dice che non vuole sapere nulla dei miei problemi e che Bach non cura i sintomi, ma le vibrazioni.

Respiro cercando di scacciare dalla mia testa la sensazione di “ma che cavolo vuol dire?” Lei mi sorride e inizia a far girare il pendolino fino a quando questo non si ferma sul primo nome della lista: WILD ROSE e legge la descrizione a voce alta, serve per l’apatia, la stanchezza dovuta ad una mancanza di interesse per le cose quotidiane. Dentro di me penso – ecco, non c’ha preso, ma proprio zero – mentre mi parla di tutte le caratteristiche curative mi accorgo di un cartello alle sue spalle: dalle 18.00 degustazione di vini artigianali e penso che sono solo le 17 e che se questa manfrina ci mette tanto, forse poi posso seccarmi un paio di calici di vino. Prosegue col secondo nome: ROCK WATER, si è rigidi con se stessi, le regole autoimposte vengono rispettate in maniera impeccabile. E qui la mia attenzione cambia, mi dico – ok, è vero, rigida sono rigida. A sto giro c’ha preso. – La santona continua: CENTAURY serve per chi si fa distogliere dalle proprie personali inclinazioni a causa di una volontà non ben strutturata, per chi si prodiga per il prossimo in maniera eccessiva, fino al punto di essere maltrattato. E qui ho un primo sussulto d’ansia. E non so perché ma finisce spesso proprio così: mi faccio umiliare, non prendo decisione vere, non riesco a dire basta senza poi guardarmi indietro mille volte, pronta a tornare sui miei passi. Ok, ora la santona ha tutta la mia attenzione. Stupiscimi. Ecco che arriva l’ultima: CHICORY questo è il fiore del cuore aperto all’amore incondizionato, si vuole bene agli altri, ma si vuole essere contraccambiati. Si è preoccupati per gli altri in maniera tale da poterli comunque anche controllare. Si è possessivi, gelosi e manipolatori. E smetto di respirare per un istante.

Mi sento come probabilmente si sentono i birilli del bowling quando qualcuno fa strike. Solo qualche istante e la mia razionalità mi riporta coi piedi per terra, mi dico – tieni lo sguardo fermo su quella bottiglia di barolo, cazzo ce la puoi fare, due calici, mancano 15 minuti, te li secchi belli belli. Concentrati sul gusto corposo che scivola giù, sull’alcol a stomaco vuoto che ti fa girare la testa, su tutti i pensieri che spariscono, sulla mente che si svuota, sul cuore che si spegne. – La santona mi prepara 4 boccette sul tavolo. Mi dice – 4 gocce per 4 volte al giorno per 21 giorni, sono 80 euro – 80 euro? Effetto placebo o meno, penso, questi fiori devono funzionare. Esco dall’erboristeria con quella confusione che assale un turista straniero che è stato svaligiato in una bancarella di tecnologia a Napoli.
Torno a casa conservando lo scontrino nella mia agenda: la prossima volta che decido di innamorarmi è meglio che metta in conto di buttare via 80 euro.

È difficile guarire di colpo d’un amore durato a lungo. (Gaio Valerio Catullo)

Annunci

5 thoughts on “4 gocce, 21 giorni, 80 euro

  1. a me i fiori di bach li ha dati la pediatra di mia figlia. Gratis. Cioè lei gratis al telefono, spiegato il problema della bambina mi ha detto quali prendere e poi sono andata in una farmacia e per fantastici 8 euro mi son trovata in mano una magica boccetta. Li ho presi anche io, perchè per motivi che sfuggono alla mia parte razionale io e mia figlia siamo molto in risonanza. E infatti siamo state meglio. Tutte e due.
    poi alcuni mi hanno parlato del rescue-remedy che è una mistura di bach che dovrebbe andar bene un po’ per tutto….

    comunque io ho avuto grosso beneficio e spero anche tu ne avrai

  2. se ti innamori non ti bastano solo 80 euro in goccette e fiorellini
    …come dice la mitica geppy cucciari ci vuole ceretta, biancheria e vestiti nuovi, regali per le feste e gli anniversari… e se poi ti lasci ti tocca fare l’abbinamento alla lindt per sfogare i dispiaceri… io t’ho avvertita!!!

    • Cara Laura, ho avuto un’interessante conversazione telefonica con mia nonna (80 anni passati) la quale mi dice che è meglio non innamorarsi mai, magari gli vuoi bene assai, ma mai amare. #parolesante

  3. Pingback: In crash | #B A D C O N N E C T I O N E R R O R

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...