Tutte le corsie portano ad un lavandino o… all’amore

Da leggere ascoltando Emiliana Torrini – Birds

Domenica mattina mi sveglio tutta convinta: mi vesto, prendo la bici e pedalo a tutto gas verso Piazzale Cuoco, dove ogni fine settimana c’è un mercato dell’usato piuttosto enorme. Ci sono stata la settimana prima e ho acquistato un indispensabile cestino da picnic a soli 4 euro, quindi ci ritorno consapevole che avrei fatto un sacco d’acquisti. Lego la bici, mi avventuro: il mercato mi sembra sterminato. Cosciente di non avere il minimo senso dell’orientamento, pianifico accuratamente il mio percorso e mi dico: occhei, ora inizio da destra e percorro tutte le corsie, una ad una, quando arrivo alla fine di una, giro sempre a destra e percorro l’altra, poi sinistra, fino in fondo, a destra e via dicendo. Perfetto. Cazzarola, dai che a sto giro ce la posso fare. Mi infilo le cuffie e accendo il mio ipod, metto su Emilana Torrini che è l’unica musica che si possa ascoltare di domanica mattina. Cammino, vengo attratta da una borsa a secchiello in cuoio ma costa troppo, poi da un set di calici in vetro stile bis-nonna, poi intravedo ben 2 corsie in là, un banco pieno di vinili vecchi e non capisco più nulla. Immaginatemi, li’ in mezzo alla polvere, tra la gente che urla, che cammino veloce dimenticandomi di dove mi trovo, dimenticando del mio piano per non perdermi.
Arrivata al banco, scopro dei vecchi vinili di canti degli alpini e qualche 33 giri dei cartoni animati anni 80. Che delusione. Rimettermi sui miei passi, sembra impossibile. E così iniziano 30 minuti di delirio, riesco a passare accanto alla stessa bancarella che vende lavandini usati, per ben 4 volte di seguito, nonostante, in ogni giro, io prenda direzioni diverse, puntualmente, manco seguissi una mappa speciale, arrivo accanto al lavandino azzurro che chiaramente nessuno mai comprerà. Niente, alla quinta volta mi arrendo. E me ne vado, a mani vuote. Tornando a casa in bici, inizio a pensare a come il senso dell’orientamento nello spazio abbia molto a che fare con il senso dell’orientamento nelle nostre relazioni affettive. Molti di noi, anzi voi, riescono a muoversi nelle relazioni in maniera armonica, passando da una meta all’altra senza perdersi, senza ritornare sempre sui propri passi. E poi ci sono quelli come me che commettono sempre gli stessi errori, che ruotano intorno allo stesso problema sentimentale, che nonostante sappiano bene di dover percorrere tutte le corsie, una ad una, fino in fondo, poi si ritrovino sempre a passare accanto allo stesso uomo.

Non puoi insegnare al granchio a camminare diritto. Aristofane, La pace

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