La tarantella di Milano

Da leggere ascoltando Mansions Of Los Feliz – Eals

Un biglietto per Milano solo andata, grazie.

Sembra la frase più scontata del mondo da dire al tizio che vende biglietti del treno, alla ridente stazione di Santhià (Torino).
Beh, permettetemi di dire che dietro questa frase ci sono quasi 4 anni di “decisioni e ripensamenti” tanto per citare qualcuno. Quattro anni per fare la tarantella con un piede che va in avanti e sceglie di andare a Torino e un piede che va indietro perchè sceglie di rimanere a Milano, un piede che va a lato desiderando di andare in Canada di nuovo e un piede che resta fermo e tiene il tempo perchè non sa che cosa fare. E’ così battendo il tempo, mentre questo passava veloce come una canzone, mi sono ritrovata a mettere le radici, a prendere decisioni importanti, a sentire questa città come un abito comodo in cui non vedi l’ora di rientrare ogni volta che indossi qualcos’altro.

E così se 4 anni fa mi trascinavo la domenica sera alla ridente stazione di Santhià col groppo in gola perchè mi toccava ritornare nella fredda, gelida, alienante Milano, sussurando con tristezza “un biglietto per Milano (silenzio, sguardo basso, lacrima in canna) solo andata, grazie. Oggi, zompetto allegra verso la stazione, sempre ridente, di Santhià, affermando con grinta e certezza “un biglietto per Milano (sorrido, sicura, spavalda, felice) solo andata, grazie”.

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure. Italo Calvino.

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