Testa o croce?

Da leggere ascoltando ‘WHIRRING’ THE JOY FORMIDABLE

Testa o croce.
La va o la spacca.
Bianco o nero.
Si o no.
Sono tutti approcci un po’ fatalisti, un po’ estremi, un po’ frettolosi ma sicuramente meno onerosi in termini di partecipazione emotiva.
Voglio dire: quando ci troviamo a dover prendere decisioni importanti, molte volte ci arrovelliamo su noi stessi, sovrastrutturiamo le situazioni, aggiungendo problemi, caricando di aspettative, perché temporeggiamo, perché prendere una decisione costa fatica e rinunce. E invece banalmente basterebbe fare testa o croce. Dirsi ok, o la va o la spacca. Davanti ad un problema dovremmo per una volta cercare di vedere in bianco o nero, capire se una relazione per esempio funziona o non funziona, senza guardarla attraverso le mille sfumature che la colorano e che di fatto, ci allontanano dal prendere una decisione che sia un No o un Si secco.

Ecco, dovremmo imparare ad essere meno riflessivi, meno tentennanti, meno profondi.
Dovremmo imparare ad applicare quella sana superficialità che rende una scelta difficile, un pizzico più leggera e meno importante.

La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide.
Alda Merini

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