Amore&Demenza

Da leggere ascoltando The Lumineers – “Stubborn Love”

La mia amica I. mi chiama di domenica mattina presto, terrorizzata, isterica, nevrotica.
“Ho cercato di fare l’auto-diagnosi su google, ma niente, non ho trovato nulla, eppure c’ho qualcosa che non va. Devo avere una sindrome sconosciuta, magari col nome esotico, perché non dormo, sono instabile, ho le palpitazioni, sudore freddo, ansia, non sto ferma neanche un attimo”, “occhei, dico io, forse sarà il caldo e la tua solita turbolenza emotiva, no? mica c’è da preoccuparsi…”, ma lei va avanti “guarda che c’ho pure un braccio che ogni tanto si addormenta, non è che poi mi viene un infarto?” io cerco ancora di tranquillizzarla “guarda che si addormenta pure a me a volte, è quel cavolo di mouse che muovi per 10 ore di lavoro, ma quale infarto, dai?!” lei riprende “mi si è pure chiuso lo stomaco, non mangio, mi agito, non mi concentro…” ci penso bene. E capisco. “Mi sa che sei innamorata”. Sento che rimane in silenzio. “Forse non te ne sei resa conto perché è tanto che non ti succedeva, ma fidati, i sintomi li hai tutti” sento che piano piano sospira e si lamenta in silenzio “Non è una cosa brutta, dai! Anzi…” Allora lei prende coraggio e mi risponde “Preferivo la sindrome col nome esotico o ancora meglio l’infarto, l’innamoramento no, non lo so gestire, non c’è cura o medicinale che possa attenuarlo, neanche una bella quarantena o un intervento chirurgico per metterlo a posto, se ti becchi l’innamoramento sei bella che fritta, andata, non ti ripigli più, in poche settimane avrò il cervello ridotto in poltiglia, la vita ribaltata, il cuore sconvolto e non potrò più fare nulla, sarò così irriconoscibile che neanche i mie amici più cari vorranno vedermi. No, l’innamoramento è il peggio del peggio che possa capitarti, soprattutto se sei ancora giovane, ti toglie ogni speranza di riprenderti, credimi”. Non so francamente cosa risponderle e allora le faccio una domanda: ma perché neghi la possibilità di innamorarti? Non ha senso: soffri senza neanche viverti prima un po’ di quella parte bella dell’amore!

E allora lei chiarisce “ma non capisci? nessuno vuole essere davvero felice. Nessuno vuole che i suoi casini vengano sul serio risolti, i drammi chiariti, i problemi ripuliti, sennò poi bisognerebbe cavarsela con ciò che ti rimane: la tranquillità emotiva. Io non la so gestire la tranquillità emotiva.”

Ah neanche io, se è per questo. E penso: spero proprio di non innamorarmi anche io, cazzo.

È sorprendente quanto il modello comportamentale dell’amore sia simile a quello della demenza. (Matrix Revolutions)

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