UFO: tutta la verità

Da leggere ascoltando THE NAME GAME – SHIRLEY ELLIS

E nel frattempo che cerco una nuova casa per i miei pensieri, vi lascio con un giochino.
Tutto ciò che un UFO può davvero rappresentare…Sentitevi liberi di aggiungere delle opzioni!

UFO
Ultima Fermata Ormai
Unica Felicità Onestamente
Urge Fidanzarsi Ora
Unta Frittella Obsoleta
Universo Feroce Oggi
Ubriachi Formammo Ossimori
Urtanti Finali Opinabili
Ufficialmente Fingo Orgasmi (scusa mamma, scusa papà, scusa Dio)

….

“Non derido più le persone che dicono di aver visto un Ufo, perché ne ho
visto uno anch’io”.
Jimmy Carter ex presidente degli USA.
[Pure lui alla fine si era innamorato!]

Grinta

Da leggere ascoltando
The Cinematic Orchestra – To Build a Home

Lui è Grinta.
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E’ un micro-gatto che ho incontrato nelle mie recenti vacanze siciliane.
Il nostro incontro è avvenuto un po’ per caso, un po’ per destino. Ha meno di un mese e fa parte di una bada di randagi che affolla una di quelle case enormi col cancello sempre aperto che stanno sul ciglio della strada di uno di quei paeselli dell’entroterra siciliano. La prima volta che l’ho visto, mi hanno detto “non ti ci affezionare troppo, qui i gatti hanno vita breve, di solito muoiono stirati sotto una macchina o uccisi dai cacciatori”. Mentre me lo dicevano, lo guardavo, col suo pelo rossiccio, la sua stazza microscopica e i suoi occhietti sigillati da una cerniera di crosticine.
Dev’essere un po’ handicappato, mi ha detto qualcuno. Dato che ero a casa di sconosciuti, non è che potessi rispondere male, perciò sono stata zitta e tra me e me ho solo pensato “non ci vede, per questo si comporta e si muove in maniera stupida”.
Qualcun altro ha poi aggiunto “mi sa che ormai è cieco”.
In borsa avevo del collirio e così, armata di fazzoletto e testardaggine, gli ho aperto gli occhi.
“lo chiamerò Grinta!” ho detto ad alta voce, battezzandolo.
E così là in mezzo allo spiazzo di questa casa enorme, ci siamo ritrovati io e lui, microscopici e rossicci, a guardarci negli occhi. L’ho visto guardare il mondo per la prima volta, cogliere le forme e i colori di ciò che fino a un istante prima aveva solo un odore e un rumore. L’ho seguito mentre muoveva i suoi primi passi, incerto e buffo, insicuro e circospetto, impaurito e tremante.
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Non rivedrò mai più Grinta. Ma magari, anzi, speriamo, lui sopravviverà contro tutte le aspettative.

Stamattina mi sento un po’ Grinta anche io.
Come lui ho aperto gli occhi per la prima volta, come lui mi muovo spaurita e incerta e ho bisogno di dare una forma ed un colore alla realtà, che per così tanto tempo avevo smesso di guardare. E’ un po’ come se avessi vissuto gli ultimi 3 anni con gli occhi chiusi e come se oggi per la prima volta qualcuno con un collirio potente, me li avesse aperti. E questo è tutto.

Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.
Massimo Gramellini, Fai bei sogni

Una notte buia e tempestosa

Da leggere ascoltando Wim Mertens – Close Cover

E niente, mi è tornata l’insonnia.
Non so se per il caldo, se per l’instabilità emotiva degli ultimi giorni, magari per l’irrequietezza caratteriale che tanto mi contraddistingue, non so. Ma in pratica ho dormito 2 ore, tutto il resto della notte l’ho passato a rimbalzare pensieri in un’avvincentissima partita a tennis con il mio subconscio.

E forse non lo sospettereste mai, ma sapete quanti pensieri riescono a saettare nella testa in solo 1 minuto?

Troppi. E tutti scomodi.

Non voglio rimane sola.
Vorrei raggiungere con un salto Caserta e mangiare con i mie nonni
Vorrei chiamare mia mamma e non sembrare così fredda.
Ho sbagliato lavoro.
Ho sbagliato vita.
Vorrei essere a Torino a chiacchierare con S.
Vorrei dedicare più tempo alla danza.
Vorrei essere rimasta a Montreal.
Mi piacerebbe tormentare meno E. nelle nostre passeggiate della felicità.
Vorrei riuscire a smettere di amare F.
Vorrei diventare mamma.
Ho paura che mi sentirò un’estranea nella mia casa nuova.
Vorrei che Apollo fosse qui.
Mi piacerebbe se i gatti mi piacessero.
Vorrei vivere a casa di A.
Vorrei sapere perché G. mi odia.
Vorrei essere meno sensibile.
Ho paura che finirò con l’accontentarmi di cose che non mi piacciono davvero.

1 minuto intenso. Anche troppo.

Era una notte buia e tempestosa… (Edward Bulwer-Lytton)

La bellezza dei propri sogni

Da leggere ascoltando Other Lives – Dust Bowl III

Ieri sera, passeggiato per il centro ho fatto un salto nel passato di ben 13 anni e 140 km.

Sono sulla mia bicicletta sgarrupata che percorro una via Dante stranamente solitaria. Sono passate da poco le 21 e a parte qualche coppietta che piantona le panchine di pietra e qualche gruppetto di turisti convinti di poter assaggiare la vera pizza nei baretti sulla via, non c’è davvero nessuno in giro. E io ovviamente colgo l’occasione per partire con la mia mente.

Estate del 2000, Torino, Piazza Castello.
E’ il mio primo anno universitario ed io sono una pendolare. Sto attraversando la piazza a piedi per andare alla stazione di Porta Susa per tornare ad Ivrea. Ho il mio zainetto sulle spalle, Torino mi sembra la metropoli più grande del mondo. Mi manca solo un fazzoletto in testa per essere la copia perfetta di una versione, poi non così tanto moderna, di Heidi. Mentre attraverso la piazza incrocio una ragazza che viene a danza con me, lei non mi vede, è in bicicletta e tira dritto, ed io la guardo con invidia. E’ più grande di me, fa l’ingegnere e a danza è una delle più brave, ed io un po’ vorrei essere come lei: libera, forte, coraggiosa, mentre scivola senza freni sull’immensa piazza vuota andando chissà dove, forse addirittura senza meta.

Ed è un attimo. Forse i sampietrini, forse i pedali che vanno veloci, forse la mia vita senza meta, la mia testa senza freni, ma in pochi secondi sono ritornata indietro di 13 anni e poi di nuovo al presente ed è come se si fosse avverata una sensazione.

E penso che a volte è proprio strano: per quanto ti sforzi di immaginarti il tuo futuro e per quanto a volte perdi le speranze perché ti sembra di non aver raggiunto ciò che desideravi, proprio mentre sei li presa a pensare ad altro, certi pensieri, desideri ed aspettative, si realizzano, inaspettatamente.

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

La casa è dove si trova il cuore

Da leggere ascoltando Kasabian – Goodbye Kiss

Lo so ve l’ho già detto che sto traslocando e so anche che la blog-cronaca del mio trasferimento da una casa all’altra non è esattamente nella top list delle breaking news segnalata da ANSA, ma che ci volete fare, sto vivendo un momento di transizione pazzesca e mi va di condividerlo. Se non vi interessa skippate pure il post o cambiate blog.

Però siete curiosi e volete sapere :
A- dove cavolo vado
B- se ci vado con qualcuno
C-ma com’è la casa?

Bene. Non risponderò né ad A né a B né a C.
Ma posso dirvi che inscatolare 3 anni mezzo di vita è davvero emozionante, oltre che stressante, deprimente, noioso, faticoso e con questo caldo, proprio una tortura.

Ma superato l’evidente fastidio nel vivere letteralmente avvolta da giganti scatoloni, si può davvero scoprire l’emozione di rivedere gli ultimi anni come in un film, andando a ritroso, ricordando quel giro in bicicletta con quella gonna cortissima che non hai più messo, ricordando l’ultimo Natale e quel cappotto che non metterai mai, rivivendo il sapore di quelle linguine alle vongole che cucinavi così tante volte da aver consumato il fondo della padella, riascoltando quei CD di Coltrane regalati al compleanno e ad ogni nota ti sembra di sentire l’odore della sua barba e poi le scarpette di danza, i pantaloni comprati in Thailandia, le foto che ti porti dietro da Torino per ricordarti delle tua amiche lontane, la lucina a cuore che ti porti dietro da Roma, la foto di quando avevi 2 anni che ti porti dietro da Ivrea. Tutto traccia la tua vita, il tuo viaggio e ti ricorda che sei una nomade, in continuo movimento e che ora, e non ci vuoi credere, ora ti fermerai per un po’, in una casa tutta tua.

E così tra 15 giorni chiuderò la porta di questa casa lasciando tanti ricordi dentro, ricordi che non voglio portarmi dietro. Lascerò le chiavi lì sul davanzale e mi muoverò verso un’altra avventura. Lascerò che l’amore lacerante vissuto negli ultimi 3 anni rimanga li dentro, chiuderò il suo eco dentro quelle 4 mura, come fosse il vaso di Pandora.

La casa è dove si trova il cuore. (Plinio ilVecchio)

Il buono, il brutto e il cattivo

Da leggere ascoltando “Il buono, il brutto e il cattivo – L’estasi dell’oro”

E’ successo alla mia amica E., che dopo un lungo periodo di siccità emotiva, si è ritrovata con un’inondazione di offerta amorosa e si è letteralmente trovata spaesata, confusa e infastidita da così tanta mal gestione da parte del destino nel lasciarla prima, senza neanche l’ombra di un uomo, e ora, addirittura oberata di sentimenti. E’ che ci vorrebbe un dannato PM a gestire il destino di certe persone, a volte.

Viene da me E. e mi racconta tutto. Mi racconta che le sembra di vivere una di quelle scene da far west, di avere a che fare con il Buono, il Brutto e il Cattivo.

C’è il Buono, che sembra sapere esattamente cosa le serva, che la nutre con le sue passioni di sempre, che è drammaticamente perfetto perché nonostante sia gelido e freddo, sa prenderla come nessuno mai, passando sempre per quello buono, anche se di fatto, razionalmente non lo è. Quello che in gergo si chiama paraculo, ecco. Impossibile da amare, impossibile da odiare.

Poi c’è il Cattivo, l’uomo che la tiene appesa ad una relazione inconsistente da anni, che le dà quel tanto di sfiducia quotidiana, da farle vivere ogni giorno nell’ansia di non sapere se lui domani ci sarà o no. Che non riesce a staccarsi da lei, ma che non riesce neanche a vivere con lei e la costringe ad un rapporto a metà, perché la cosa triste è che lei in fondo ne è innamorata.

E infine il Brutto, quello che ha tutte le carte in regola, l’uomo giusto, gli stessi interessi, gli stessi obiettivi, gli stessi ritmi. Solo che, ecco, è bruttino. Sai no…

Guardo E. allibita. Le dico che la PM migliore del suo destino è lei, che basta che compili un progress dettagliato in cui incastrare la frequentazione di tutti e tre visto che non riesce a rinunciare a nessuno. E perché dovrebbe? la vita le ha regalato parecchi anni di solitudine, ora è il momento di godersi la rivincita. E’ ora di affrontare il far west, la vita, l’amore, le relazioni complesse. E’ ora di duellare con ciascuno di loro, fino a quando avrà trovato quello tanto bravo da rimanere in pieni dopo tutti i colpi di pistola, i colpi bassi, i colpi al cuore. Ecco, quello sarà il fuorilegge con cui cavalcare la vita. Quello che non abbandonerà il duello perché ha paura di perdere.

Non vorrei essere nei panni del tuo amico…. Dal film “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Amori a distanza

Telefoni cellulari, voli low cost, internet, negli ultimi decenni l’imperativo sembra essere quello di accorciare le distanze. Ma questo vale anche per relazioni umane? Non che io abbia sviluppato un sesto senso per questo genere di cose, ma avverto immediatamente la sensazione che per le relazioni umane sia esattamente l’opposto.

Scorro la lista di amici e conoscenti che vivono relazioni affettive e mi rendo conto di non sbagliarmi affatto: c’è la mia amica V. che vive nella città della Mole e sta da 3 anni con L. che sta nella Città degli Angeli; c’è poi il mio amico A. che vive nella capitale della moda e sta con S. che abita all’ombra del Colosseo; c’è la mia amica F. che lavora in giro per il mondo e di tanto in tanto si ferma a Londra dove sta il suo compagno G. ; poi c’è il mio amico L. che danza sui palcoscenici newyorkesi e ama C. che si addormenta sotto le Alpi tutte le notti; e poi ci sono io che porto l’ennesima testimonianza, avendo tessuto una relazione con C. che stava nel freddo Canada.

Centinaia, migliaia di kilometri, persino fusi orari messi a separare, forse per poter unire di più, perché la distanza sembra essere l’unico collante per il perdurare delle relazioni.
Un po’ come funziona per i poli opposti, deve esserci un’attrazione inspiegabile anche tra amanti che vivono un amore a distanza. Un’attrazione che funziona tanto più gli amanti vivono lontani.

Oggi l’elisir, la pozione magica che permette al Principe Azzurro di amare per sempre Cenerentola è un bel biglietto solo andata per l’altro capo del mondo. E penso, perchè no? Infondo oggi è anche più comodo, grazie ai cellulari, ai voli low cost e ad internet…
Ci sono delle attrattive che possono essere ammirate solo da lontano. Samuel Johnson

Da leggere ascoltando Louis Armstrong – West End Blues